Zurich 1980 (8mm film)

Hallenstadion - June 29, 1980

 

Rare film clips of Led Zeppelin performing live in Zurich 1980. 

Concert info: http://www.ledzeppelin.com/show/june-29-1980



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Marley, Led Zeppelin e un po’ di Raw Power.

 

Commento un  po' lungo, ma se trovate 5 minuti del vostro prezioso tempo ve ne sarò grato.

 

Eravamo io, il Paco (chitarrista dei Raw Power), mio fratello e l’amico metallaro Figus.

 

20 anni compiuti, week end (28-29 giugno 1980) che rimarrà scolpito nella mia mente per tutta la vita.

Partenza sabato mattina da Poviglio di Reggio Emilia direzione Stadio Comunale di Torino; abbiamo in tasca il biglietto per il secondo (e ultimo) concerto di Bob Marley in Italia.

 

Non è il nostro genere, ma Marley, anche dall’alto dei tre metri di palco che ha preteso per questioni di sicurezza (allora i concerti in Italia non godevano di una gran fama), è davvero trascinante!!

 

Ore 23 circa, saliamo in macchina, cartine (stradali) alla mano e dal centro di Torino proviamo a dirigerci verso Zurigo. Chiediamo ingenuamente la strada ad un poliziotto (bell’età 20 anni…) e se allora fosse esistito l’etilometro, quella strana domanda, anche da sobri quali eravamo, ci avrebbe probabilmente fatto perdere molto tempo per le spiegazioni agli agenti.

 

Notte di giugno “svizzera” passata in sacco a pelo invernali sotto la pensilina di una stazione di servizio di quella autostrada tra le montagne. Arrivo a Zurigo verso ora di “pranzo”.

 

Chiediamo per l’Hallenstadion ed il passante, guarda a caso di origine italiana, è super entusiasta nel darci una dritta perfetta (manca poco che non venga là con noi).

 

Davanti allo Stadion c’è già movimento ed una strana tensione, capiremo dopo il motivo.

 

Biglietterie ancora chiuse, Hell’s Angels dappertutto, molta gente (noi compresi) senza biglietto.

 

Il concerto è previsto per le 19. Inizia la calca davanti alle biglietterie che invece di essere i soliti botteghini piccoli e separati sono sostituite da una lunga e altissima grata in ferro simile alla gabbia dei leoni di un circo. Gabbia a parti invertite però: noi tutti (le belve senza biglietto) fuori, gli spettatori (i bigliettai un po’ tesi) dentro.

 

Arrivano i primi bigliettai con in mano mazzette di tickets. Partono tutti i leoni contro la gabbia tenuti a bada in qualche modo dai cazzuti, attenti e truci Hell’s Angels in versione security/domatori.

 

Alcuni minuti di ressa, biglietti finiti. Due terzi, forse tre quarti dei leoni rimasti senza biglietto; Hell’s pronti a scattare addosso al primo genio che si mettesse in testa di protestare. Ci dicono in un inglese molto sintetico e con aria tesa: “Calma arrivano altri biglietti!!”. (Era chiaro che protestare o contraddirli significava complicarsi di molto quella breve permanenza a Zurigo).

 

Truci ma sinceri, dicevano la verità. Erano in arrivo altri biglietti.

 

Capisco al volo come funziona (la Svizzera non era poi così diversa dall’Italia). Parto come un razzo contro la grata, sgomito, scavalco, spingo, vengo spinto, passo sopra, mi pressano, non mollo e torno con 4 biglietti prima del successivo time out. Super festeggiamento a quattro tra l’invidia di chi è rimasto senza. Mi fanno un offerta di acquisto (ora la chiamano OPA); piuttosto vendo i genitori, la nonna ed il gatto.

 

Col tempo si verrà poi a sapere che comunque poche persone erano rimaste fuori da quel concerto. Mi crogiolo: i lividi, per quei biglietti, che mi sono trovato addosso dopo la lotta in quella calca avevano veramente un valore enorme.

 

Ci avviamo all’entrata, doccia fredda !

Gli Hell’s Angels non ti strappano il biglietto, lo vogliono tutto!!  Io e il Paco proviamo a chiedere, implorare di lasciarci la parte che ci spetta. Ci guardano e ci rispondono come se avessimo chiesto loro di levarsi la giacca in pelle nera. Desistiamo ed entriamo a mani vuote.

 

Per gli Zeppelin si fa anche questo.

 

Ndr: a distanza di anni il forte sospetto di vendita e rivendita degli stessi biglietti quale compenso extra per pochi Hell-etti è venuto a tutti. Mi era tornato in mente anche che quei quattro biglietti così faticosamente acquistati erano già spiegazzati (Mi ripeto: Zurigo non era poi così diversa dall’Italia).

 

Entrati nel velodromo ci perdiamo quasi subito. Non importa, ci ritroveremo all’uscita nei pressi dell’auto (il cellulare, che inutile invenzione!).

 

Io mi ritrovo solo di fianco ad una tedesca troppo bella e troppo sorridente, ma con il fidanzato troppo grosso; decido di seguire il concerto (In effetti ero venuto fino a Zurigo per questo).

 

Inizia il concerto. Lo Stadion stracolmo è una bolgia. Sono rapito dall’evento, quasi in trance (ma non come Lapo). Seguo, ascolto, canto, urlo, salto.

 

Non sono tutti brani che conosco, che mi aspettavo, ma va bene così.

 

Circa a metà concerto Robert Plant urla al pubblico “Thank you!”, boato di risposta; poi urla “Danke!” secondo boato simile.

 

Infine gli salta in testa di urlare “Grazie!”. Esplode lo Stadion !! Siamo quasi tutti italiani!!

 

Robert si ferma, fissa il pubblico e ripete “Grazie!”. Seconda esplosione, ancora più forte.

 

Forse in quel momento intuisce che al Vigorelli, nove anni prima, Led Zeppelin e Italia non si erano proprio capiti, ma ormai era tardi. E dopo la tragica morte di Bonham, avvenuta solo qualche settimana dopo e la conseguente interruzione del tour, nulla sarebbe stato più come prima.

 

Finisce il concerto ufficiale, il pubblico vuole i bis. Loro si fanno attendere un po’ troppo. Tutto il pubblico nel velodromo (con le tribune in legno) comincia a urlare e saltare per riaverli fuori. Le tribune ondeggiano sembra che tutto lo Stadion si stia muovendo. Non so se sono più emozionato o impaurito da quel movimento tellurico artificiale. Per fortuna escono e iniziano a suonare i bis. Strepitosi !! (Lo so, sono di parte).

 

All’uscita trovo il Paco, ormai votato, convinto sull’hard core punk fino al suo ultimo giorno del 2002, si lagna per i troppi brani lenti messi nella play list. Noi tre invece, che stavamo sul genere più “melodico” (vedi: Zeppelin, Who, Hendrix, Doors, AC/DC), ci sentiamo molto soddisfatti.

 

Avevamo avuto l’unica opportunità della nostra vita per vedere un concerto dei Led Zeppelin con il line up originale e non ce la siamo lasciata scappare.

 

Grazie di esistere Zeppelin. La fine naturale a cui nessun essere umano può sottrarsi non vi cancellerà. Voi siete il Rock (‘n Roll).

 

Paco ovunque tu sia da quel maledetto 6/10/2002 so che, su questo, sei d’accordo con me….

 

Grazie per l’attenzione.

amosvecchi@alice.it